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Yungdrung Bon
Biografia di Lopön Tenzin Namdak

Asociazione Yungdrung Bön
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Lopön Tenzin Namdak

Tenzin Wangyal Rinpoce


Monastero de Triten Norbutsé

 Biografia di Lopön Tenzin Namdak

Lopon Tenzin Namdak nacque nel 1926 a Khyungpo Karu nella provincia di Khams del Tibet Orientale. Nel 1933, all'età di sette anni, entrò nel monastero di Tengchen, allora compreso nel medesimo distretto per poi andare, nel 1941, a Yungdrung Ling, l'uno fra i più famosi monasteri bönpo del Tibet Centrale. Nato in una famiglia celebre per i suoi artisti apportò alle maestranze di Yungdrung Ling il proprio contributo per eseguire una serie di pitture murali nel nuovo tempio del monastero.
Nel 1944 si rese in pellegrinaggio in Nepal a Sou-Khumbu, Katmandu, Pokhara e nella valle del Mustang. Nel 1945, fece ritorno a Yungdrung Ling dove intraprese gli studi di logica (mtshan-nyid) e, dal 1945 al 1950, condusse un'esistenza di eremita presso il suo maestro e tutore Tsültrim Gyeltsen con il quale studiò la grammatica (sgra), la poesia (snyan-ngag), la disciplina monastica ('dul-ba), la cosmologia (mdozod-phug) e le tappe proprie al percorso che conduce all'illuminazione (sa-lam) . Nel 1950, seguendo il consiglio del suo Maestro, si rese al monastero di Menri (sMan-ri, letteralmente, il monte delle panacee) nella provincia di Tsang nel Tibet Centrale, per terminare i suoi studi preparatori ed ottenere il titolo di Geshe, l'equivalente tibetano del nostro Dottorato di Ricerca, titolo che ottenne a Menri nel 1953.

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-Dal 1953 fino al 1957 fu Maestro di Studi (slob-dpon), ovvero professore incaricato, a Menri, posto che fu obbligato ad abbandonare nel 1953 a causa dell'invasione cinese nel Tibet Centrale. Restò in ritiro al monastero di Sezhig, sul lago di Dangra nel nord dello Tsang, fino al 1960. Dopo la rivolta di Lassa del 10 Marzo 1959 contro i comunisti cinesi, la maggior parte dei lama tibetani più celebri si videro costretti a partire, tra questi ricordiamo Sua Santità il Dalai Lama e il Gyelwa Karmapa. Furono seguiti da una moltitudine di tibetani che si rifugiarono in India ed in Nepal. Nel 1960 anche Lopön tentò la fuga verso l'India, ma venne ferito da una pallottola ed incarcerato dai soldati in una prigione cinese per un periodo di dieci mesi. Riuscì finalmente a fuggire e a raggiungere il Nepal attraversando il principato di Mustang.
Nel 1961, mentre risiedeva a Katmandu, incontrò il celebre tibetologo inglese David Snellgrove con cui intessette una proficua amicizia che sfociò su un invito a Londra. Fu nominato ricercatore associato all'Università di Londra grazie ad un sussidio versato dalla Fondazione Rockefeller. Restò all'Università di Cambrige un certo tempo. La collaborazione con il professore Snellgove condusse alla pubblicazione di "The Nine Ways of Bön" (London, Oxford University Press, 1967), opera contenente una traduzione degli estratti del celebre Zidji, la più lunga biografia del Buddha Tönpa Shenrab. Questi rappresenta il primo studio a carattere scientifico, compiuto in occidente, concernente la tradizione Bön. Lopön Rinpoce dimorò in Inghilterra per un periodo di tre anni (dal 1961 al 1964) poi, nel 1969, si recò una seconda volta in Europa su invito del Professore Helmut Hoffman che gli offrì un posto di ricercatore associato all'Università di Munich. In quell'occasione Löpon contribuì alla redazione di un monumentale dizionario tibetano-tedesco-inglese.Molti tra i più di centomila rifugiati tibetani che avevano fuggito l'occupazione cinese nel loro paese appartenevano alla tradizione bönpo. I fuoriusciti della provincia di Tsang ed i monaci del monastero di Menri, che era stato quasi interamente distrutto dai comunisti, si ritrovarono nel distretto di Kulu-Mandi in Himachal Pradesh, nel nord-ovest dell'India. Per sovvenire alle loro esigenze vitali furono costretti a lavorare nell'ambito dei cantieri per le costruzioni stradali. Tra costoro si trovava Shenrab Lodrö, il trentaduesimo abbate di Menri. Molti monaci perirono o si ammalarono gravemente a causa dell'eccessiva durezza di tali lavori. Per questo motivo, Lopön Tenzin Namdak si applicò alla raccolta dei fondi necessari all'acquisto di un terreno per fondare una colonia bönpo in India. Con l'aiuto finanziario del Catholic Relief Service, acquistò a Dolanji, vicino a Solan nell'Himachal Pradesh, un pezzo di foresta incolta. Nel 1967 la colonia fù ufficialmente registrata dal governo indiano come Tibetan Bönpo Foundation. Circa settanta famiglie lasciarono Manali per trasferirvisi, e ciascuna ricevette una casa ed un campicello da coltivare la cui grandezza variava secondo il numero dei componenti della famiglia. La Tibetan Bönpo Foundation si diede una costituzione e un'amministrazione proprie ponendo l'abbate di Menri in carica come presidente. La nuova colonia di Dolanji fu chiamata Thobgyel Sarpa, dal nome del villaggio di Thobgyel della provincia dello Tsang che si trovava nei pressi del Monastero di Menri. La maggior parte dei tibetani appartenenti a questa nuova colonia provenivano dalla regione del monte Kailash e dallo Tsang superiore, nell'ovest del paese, altri invece, dalle regioni di Hor, Kongpo, Derge, Amdo, e Gyarung nell'est del paese.
Dopo la morte di Shenrab Lodrö nel 1963, abbate di Menri, l'abbate di Yung-drung-ling divenne il capo spirituale della comunità bönpo in esilio. Venne a Dolanji con un gruppo di monaci e vi fondò una nuova comunità monastica supervisionando, tanto la costruzione di alcune casupole, quanto quella di un tempietto. Nel 1969, per nominare il successore del defunto abbate di Menri venne fatto un sorteggio. La carica fu investita da Lungtog Tenpai Nyima Rinpoce che divenne il trentatreesimo abbate di Menri. Dopo la morte dell'abbate di Yungdrung Ling, Sangyé Tenzin provvide alla direzione spirituale dei bönpo in esilio. Furono erette altre abitazioni, una biblioteca ed una dimora abbaziale (bla-brang). La vita monastica fu organizzata intorno ai precetti del Vinaya. La costruzione del tempio principale incominciò nel 1969 e terminò nel 1978. Questi venne chiamato Pel Shenten Menri Ling e l'insieme ; Bönpo Monastic Centre che fu integrato alla Tibetan Bönpo Foundation.

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Dal 1970 al 1979, Lopön Tenzin Namdak Rinpoce continuò ad insegnare ed a scrivere ogni qualvolta residesse al Bönpo Monastic Center. All'epoca era altresì intento alla redazione di un immenso corpus di testi bönpos da pubblicare a Nuova Delhi. Dall'arrivo dei primi monaci a Dolanji nel 1967, l'insegnamento era stato assicurato da Lopön Sangye Tenzin, il precedente nonché principale Maestro di Menri, sempre accompagnato dal suo successore, Lopön Tenzin Namdak che, come abbiamo visto, era il fondatore della comunità di Dolanji. Nel 1968, quando Sangye Tenzin morì, Lopön Tenzin Namdak ricevette la piena responsabilità dell'educazione della giovane generazione di monaci. Un numero sufficiente di testi bönpos era già stato pubblicato cosicché, a partire da questi, fu possibile organizzare un cursus di studi completo. Nel 1978, sotto la direzione di Lopön Tenzin Namdak venne inaugurato un collegio di studi (bshad-sgrub) nel quale Lopön insegnò nella veste di professore. Ufficialmente questo collegio si chiama Yungdrung Bön She-drup Lobnyer Düde.
L'obiettivo di questo collegio di studi a Dolonji è di preservare la tradizione della logica che si era sviluppata a Yeru Wensaka, secondo cui l'analisi filosofica e la logica vanno applicate alla comprensione dei Dongak Semsum, vale a dire, degli insegnamenti dei Sutra, dei Tantra e dello Dzogchen. Contrariamente alla tradizione Nyigmapa, i Bön hanno sviluppato un sistema logico e un'arte del dibattito collegata allo Dzogchen. A Menri in Tibet, i monaci studiavano il sistema delle cinque scritture (mdo-gzhung lnga) nel collegio di filosofia, mentre tutte le istruzioni facenti riferimento ai Tantra e allo Dzogchen erano elargite in privato. Le cinque scritture, o meglio, le cinque collezioni di testi sono :
1 Tsema : pranama o logica

2 Parchin : prajñâpâramitâ o i Sutra della Perfezione della Sapienza

3 Uma : filosofia del Mâdhyamaka

4 Dzöphu : Abhidharma o cosmologia

5 Dülwa : Vinaya o disciplina monastica

Nel nuovo Menri di Dolanji i monaci studiano, oltre alle cinque letterature di cui sopra, che appartengono al sistema dei Sutra, anche i Tantra e lo Dzogchen. Nel cursus sono incluse anche delle scienze secolari (rig-gnas) quali la grammatica, la poesia, l'astrologia ecc. Il collegio si articola secondo un programma da svolgersi in nove anni che ha come scopo di preparare l'allievo al suo esame finale di Geshe. Nel 1986 un primo gruppo di giovani monaci concluse l'intero ciclo di studi. Recentemente, sempre sotto la direzione di Lopön Tenzin Namdak, un altro monastero Bön, nonché un ulteriore collegio di studi, ha visto la luce in Nepal. Conosciuto sotto il nome di Triten Norbutse, questi si trova presso la collina di Swayambu a ovest di Katmandu.

Nel 1989, su invito della Comunità Dzogchen, Lopon Tenzin Namdak compì un terzo viaggio in occidente che lo vide in Inghilterra, negli Stati Uniti ed in Italia. Per sei mesi presentò agli studenti occidentali gli insegnamenti dello Dzogchen secondo la tradizione bönpo dell'Atri e del Zhangz Zhung Nyengyü.
All'inizio del 1991 visitò la Germania, l'Inghilterra, l'Olanda e l'Italia. In questi paesi fece delle conferenze e dette degli insegnamenti sui diversi sistemi di meditazione corollati da alcuni seminari di pratica facenti capo alla tradizione Bön. Nel corso dello stesso anno venne invitato da Sua Santità il Dalai Lama al

Kalachakra di New York per rappresentarvi la tradizione Bön.

Lopön Tenzin Namdak è l'autore di un libro che, per la prima volta, espone in occidente le pratiche Dzogchen proprie della tradizione Bön.
"L'interpretazione esoterica offerta da Lopön in questo testo permette di dichiarare che, per la prima volta, delle pratiche di alto livello sono fruibili dal grande pubblico. Il testo è suddiviso in quattro parti ; le pratiche preliminari, la pratica di Trekchö, la pratica di Tögal e le pratiche del Powa e del Bardo. Le pratiche preliminari descritte in questo libro sono delle tecniche Dzogchen che vanno considerate come dei complementi indispensabili per realizzare la Natura dello Spirito dopo aver effettuato le tradizionali pratiche del Ngondro.
Ciò nonostante, al lettore non sarà possibile lanciarsi nella pratica senza aver ricevuto le istruzioni necessarie da un Maestro qualificato, questo libro non è un manuale de genere "fai da te ".
Il libro è edito da Snow Lion, 1993 e si intitola "Heart Drops of Dharmakaya". Si presenta come un commento di Lopön ai testi di Shardza Taschi Gyaltsen. Esiste anche in lingua francese: "LES SPHERES DU COEUR" Editions les deux Océans

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